Una riflessione di Massimiliano Ferreri

Massimiliano Ferreri già autore di “Il leone e la balena” ci regala un post discorsivo sul mondo e sul nostro stile di vita.

Abbiamo deciso di inserire la prima parte del testo in una forma grafica più tradizionale e lasciare la seconda parte nello stile grafico tipico dell’autore.

Buona lettura!


 

 

Non facciamoli entrare! Buttiamoli fuori! Bombardiamo le loro città, devastiamoli!

Queste sono le voci che s’innalzano, queste sono le reazioni dominanti, ma non sarà forse così che iniziano i più grandi delitti storici nei confronti dell’umanità, di una etnia, di una razza? Quei delitti per cui oggi quasi tutti proviamo vergogna e ribrezzo.

E se invece questo capitalistico sistema cessasse di “affamare” mezzo mondo per omaggiare lussi irragionevoli ad una piccola élite ? Se ci rendessimo conto di quanto sia grottesco, triste ed ingiusto che ci sia chi esce da casa per acquistare un automobile da cinquecentomila euro e chi stenta a far trovare un pasto a tavola ai suoi figli?

Se magari si capisse che depauperare una terra straniera delle sue risorse naturali, quali il petrolio, e lasciare gli appartenenti di tale nazione in una condizione di conclamata povertà è squallido ed ingiusto. Per poi permettere, grazie alle risorse impropriamente carpite, a magnati di tutto il mondo ed alle loro cerchie di gongolare nel lusso più sfarzoso ed irrispettoso; ma tutto ciò li farà pure un pochino adirare o no?

Se magari si capisse che bombardare un “nemico”, che non ha un esercito regolare e delle basi militari ufficiali, porta all’uccisione di un numero elevato d’innocenti. Allora qual è lo scopo soggiacente? Tentare d’intimidire con un “100 morti dei nostri cittadini corrisponderanno a 1000 dei vostri”? Ma cosa si crede che porterà ciò? Non è logico pensare che si adireranno ulteriormente? E poi quanti cittadini innocenti, che si ritrovano con un parente o una persona sentimentalmente limitrofa uccisa da un raid aereo dell’Occidente, il giorno dopo si uniranno alle file dell’Isis? Immaginiamo un siriano che vive in Belgio, a cui arriva una telefonata che gli comunica che la sorella è appena morta in un bombardamento, ma aumenteranno o no le possibilità che si dia a un gesto estremo?

Come fai a vincere una guerra atipica ed irregolare come questa? Dove uno di “loro” può salire su un autobus pubblico semivuoto, con un semplice coltello, puntare il coltello alla gola dell’autista, urlare ai passeggeri di scendere, buttar fuori l’autista e poi una volta impossessatosi dell’autobus dirigersi alla prima zona prolifera di pedoni ed investirne decine.

C’è chi afferma che è una guerra che può essere vinta solo con l’ intelligence, quella stessa intelligence che ha dimostrato in Francia di non riuscire a prevenire dopo “Charlie Hebdo”, un altro attentato, pur stando in termini di massima allerta.

Non sarà allora giunto il momento che il capitalistico sistema occidentale faccia un passo indietro, che compia una presa di coscienza. Non sarà giunto forse il momento delle scuse?

Perché, anziché con gli aerei non si presenta in Siria con una delegazione composta da rappresentanti europei e statunitensi, chiede scusa per le sue politiche economiche di sfruttamento e chiede umilmente la possibilità di riparare almeno in parte con opere per il sociale come: il risanamento o la costruzione di ospedali pubblici, la costruzione di numerosi campi sportivi (calcio, basket e vari) aperti a tutti, la costruzione di biblioteche, lo stanziamento di sussidi per i più bisognosi, l’avviamento di progetti agricoli eco-sostenibili.

Insomma non sarà tempo di andare a fare la pace e non la guerra? Di farci odiare di meno e magari anche benvolere almeno un pochino? Sicuramente ci sarà qualcuno che griderà: “ci stanno cercando di comprare! E con le briciole peraltro!”, ma tu la tireresti una bomba contro chi ti aiuta? O è più probabile che la tireresti contro chi ti bombarda con gli aerei?

E costerà questo più delle risorse belliche intraprese? E non è forse una piccolissima percentuale della loro ricchezza che si sta chiedendo d’investire ai vari stati, ai vari “potenti”? Ed ha forse un prezzo che sia troppo caro la pace e lo star tranquilli?

Potrà forse ciò sembrare un approccio semplicistico ad un problema complesso. Ma spesso le soluzioni più semplici sono le più efficaci e le più reali, e poi il politico asserire “è tutto molto più complesso”, è quasi sempre un modo per rendere astrusa una realtà che sarebbe altrimenti molto più lineare, molto più chiara. Allontanandola così dalla lettura del cittadino medio che altrimenti si farebbe una chiara idea della situazione, si farebbe una sua idea libera dai condizionamenti dei media. Ogni questione per quanto complessa si può ridurre ai termini basici, se si sbaglia si chiede scusa e si cerca di riparare ai danni causati e non di annientare chi palesa il nostro sbagliare!

Oppure non si vuole fare ciò, perché ciò che realmente i “potenti” desiderano è continuare a depauperare queste nazioni? Ma quando capiranno che il giocattolo si è rotto, che l’Isis altro non è che il sintomo di un sistema malato, che genera troppa stratificazione sociale, che genera troppa ingiustizia, indifferenza ed infelicità. Quando capiranno che al concerto di Manchester poteva esserci un loro caro? Quando capiranno che se fossero dei buoni politici, dei buoni “potenti”, delle degne persone, dovremmo essere tutti noi dei loro cari!

Quando riusciremo a capire che il benessere materiale ostentato dall’occidente, in termini di similitudini, corrisponde all’ avere una piscina, riempirla d’acqua e farvi il bagno con a cento metri, al di là della siepe, persone che letteralmente muoiono di sete! Capiamo quale mancanza di tatto, di eleganza sia? Per non menzionare la mancanza di solidarietà e di empatia che rappresenta! Se uno ha l’acqua in abbondanza per vivere il plus di riempire la piscina credo che il minimo che possa fare sia cercare di usare l’esubero d’acqua per dissetare quanti più assetati sia possibile, o se non vuole fare ciò che almeno si limiti a non ostentare il suo esubero. Ma il sistema, i media, le pubblicità sono abili nell’allontanarci da tale stato di consapevolezza… Noi siamo quelli che lasciamo affogare donne e bambini in mare, famiglie che cercano solo un pasto, un posto dove dormire ed un luogo dove non siano nel mezzo di una guerra… L’Occidente, gli stati capitalistici li lasciano affogare e non se ne vergognano realmente, non se ne fanno una priorità ma anzi continuano a mandarci la pubblicità con il nuovo prodotto da acquistare… e noi leggiamo la notizia, ce ne rattristiamo e poi il pomeriggio stesso andiamo a comprarci la camicetta in più di cui non abbiamo il minimo bisogno reale ma che inconsciamente ci aiuta a tarpare quel buco che questo sistema dai valori così insensati ci ha generato… Allora ciò che mi viene da dire ora, e che non avevo minimamente preventivato di scrivere, ma che mi sta sgorgando da dentro è: smettiamo di fare shopping. diciamo no a tutto il superfluo, facciamo lo sciopero del superfluo! lo “sciopero del plus”, finché le varie nazioni del cosiddetto primo mondo non si adoperino per far si che tutti abbiano almeno il minimo, affinché non ci siano più bambini, donne, famiglie che affoghino nel mare dimenticate dall’amore e dalla solidarietà… Che si dia prima da bere a chi si sta disidratando e se fatto ciò c’è chi ha ancora la velleità e la possibilità di riempire la piscina e farvi il bagno che lo faccia pure, anzi che se la stragoda! Obblighiamo noi i politici ed i  potenti a fare ciò che dovrebbero fare, ad avere quelle priorità che sembra non abbiano ma che tanto mendacemente manifestano. Usando l’unica forma di potere che realmente abbiamo e che fa leva su ciò che in realtà sembra sia l’ unico vero loro interesse: il profitto, l’ economia. In talune nazioni, come il Canada, è già presente questa forma di manifestare. Viene chiamato il “votare con il portafoglio”, e sono quindi molto attenti nel momento dell’acquisto a chi vogliono dare il “loro voto”, a quale azienda equosolidale darlo e a quale azienda dalle conclamate politiche di sfruttamento non darlo, conoscono i prodotti, le aziende, usano internet prioritariamente per informarsi e non per postare il nuovo vestitino, coscienti di quanto in questo modo facciano la reale differenza. Ma ciò che sto asserendo ora è non solo di vivere il “voto con il portafoglio”, ma di fare lo sciopero del superfluo… Ognuno di noi , nel suo piccolo con forza e determinazione. Sono convinto che basterebbe un mese affinché le varie multinazionali che tirano i fili del mondo si spaventino e comincino ad adoperarsi. Usiamo facebook ed i vari social media almeno per un mese per promuovere questo sciopero, questa forma pacifica di rivoluzione, di vera rivoluzione… Cominciamo con l’aprire una pagina facebook “sciopero del superfluo” dove spieghiamo il nostro agire e vediamo quante adesioni genera, cosa si muove… Facciamo realmente la differenza! Sovvertiamo le logiche e le priorità di questo assurdo sistema! Almeno per un mese usiamo i social non solo per mostrare alle popolazioni in difficoltà la “ nostra piscina piena d’ acqua “ ma un nuovo modo pacifico ed evoluto di cambiare il presente e se i media ci ignoreranno o ci faranno credere che solo uno sparuto e ridicolo gruppo di persone porta avanti tale sciopero, noi continuiamo, continuiamo ad oltranza finché non vediamo le cose cambiare, anche perché probabilmente ci staranno mentendo , vorranno denigrarci e demotivarci poiché in realtà li spaventiamo , perché chi tira i fili sa bene che questo potrebbe essere lo “scacco al sistema” e se ci diranno che questo è il modo per fermare l’economia, per generare un’epidemia di licenziamenti noi continuiamo, perché ci vogliono spaventare poiché ci temono e continuiamo e continuiamo finché le persone non affogheranno più in mare… finché accadano realtà giuste e non ingiuste… finché anche nei paesi del primo mondo giungano i cambiamenti, ci sarebbero le risorse affinché tutti lavorassero quattro ore al giorno con un minimo salariale doppio di quello dell’attuale full time, generando così tra l’ altro ore di lavoro libere e un abbattimento della disoccupazione… Le risorse ci sono bisogna solo ridistribuirle in un modo più equo, non voglio dire equo ma almeno più equo! Abbiamo il potere di cambiare le cose e di farlo in un modo pacifico, perché non farlo? Perché non farlo?

Voglio anche aggiungere queste ulteriori righe che avevo scritto tempo fa , nella speranza che possano dare un ulteriore apporto a ciò che oggi ho sentito di esternare:

…… In una tribù tribale tutti hanno diritto alla loro dimora , e al loro lavoro . anzi il lavoro non è un diritto è un dovere , un dovere sociale , un sano contribuire ai bisogni della comunità : che può essere per gli uomini cacciare e per le donne occuparsi “ delle faccende domestiche “ . Una popolazione tribale non inquina, rispetta la natura ed è in armonia con essa.

Nella nostra attuale società la dimora indipendente non è garantita ed il lavoro è sempre più carente e con esso la dignità ed il senso di contribuire . in una tribù tribale le ricchezze , ed il benessere annesso , sono in linea di massima equamente ripartite . allora mi domando come si possa definire il nostro sistema , la nostra società , evoluti ? come ? in base a quali criteri prioritari ? in base a quale metrica ? Il nostro sistema inquina e sta devastando il pianeta che ci ospita… cosa ci rende evoluti , moderni , superiori , l’ avere un televisore in casa ? ….. quando capiremo che non siamo andati avanti , che non ci siamo evoluti ma che ci siamo semplicemente persi !

….. quando la gente userà face book e gli altri social non per fotografare il nuovo vestitino acquistato ma per generare una coesione che abbia un potere rivoluzionario che permetta di chiedere che “ le regole del gioco “ vengano riformulate …. Il popolo è sovrano ! non lo capiamo ma è come se una persona riuscisse ad essere prepotente nei confronti di cinquecento persone . uno contro cinquecento e vince l’ uno ! è assurdo ! ridicolo ! ma il popolo deve esercere la propria sovranità altrimenti è solo uno schiavo ….. schiavo di un re ingiusto , di un re vigliacco che si nasconde , si cela e si fa chiamare “ stato “ e che pretende tributi assurdi , esattamente come farebbe un re ingiusto . conosco persone con una piccola e onesta attività che erano felici a fine anno di non essere andati in perdita ….. ossia hanno lavorato 8/9 ore al giorno per un anno per una remunerazione pari a zero ! e però le tasse le hanno dovute pagare e senza alcuno sgravio . ossia il “ re “ comunque ha guadagnato anche laddove non guadagna chi lavora ogni giorno !

nuovi termini per un nuovo sistema : priorità assoluta all’ aiuto dei paesi in cui non sono raggiunte situazioni di benessere minimo garantito . ottenuto ciò adoperarsi per il miglioramento delle dinamiche di benessere interne : 800 euro di minimo garantiti ad ogni cittadino maggiorenne più ciò che riesce a guadagnare . chi supera i tremila euro mensili non percepisce gli 800 euro di cittadinanza . il benessere aumenterebbe e con esso l’ economia . probabilmente molte più persone opterebbero per un lavoro part-time generando così posti di lavoro per coloro che non trovano un’ occupazione . e adesso non diciamo cazzate come che uno stato non può dare ciò ai cittadini , le risorse se vogliono ci sono , i soldi non sono acqua o sementi sono carta che si stampa : li stampassero ! ed ora non diciamo l’ ulteriore cazzata che uno stato deve avere l’ equivalente della moneta messa in circolazione in fondi aurei perché non c’ è più nessuno stato che , già da tempo , può adempiere a tale dinamica o sicuramente la maggioranza degli stati non può !

la domanda semmai è se coloro che tirano i fili del sistema desiderano una popolazione composta da individui liberi da problematiche materiali e quindi con una probabile maggiore autostima e più tempo e più armonia da dedicare al loro pensare ed alla loro consapevolezza o se desiderano invece una popolazione composta da individui le cui varie problematiche materiali contaminano gli aspetti più privati ed intimi della loro vita , frustrandoli , demotivandoli e rendendoli dei cittadini deboli e più facili da gestire e manipolare … fin’ ora mi sembra chiaro quale scelta sia stata fatta ! …

 

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