Intervista a Derrick de Kerckhove

Intervista aDerrick de Kerckhove

di Vincenza Fanizza

 

derrickdekerckhove foto

 

In Italia Derrick de Kerckhove è conosciuto come l’erede di Marshall McLuhan, di cui è stato allievo e poi assistente per oltre 10 anni. Tra l’83 e il 2008 è stato direttore del programma McLuhan in cultura e tecnologia all’Università di Toronto. È pure canadese (naturalizzato) come il celebremassmediologo.Nato in Belgio, vive tra Nizza, Barcellona e Napoli, dove insegna sociologia. Parla almeno quattro lingue con disinvoltura, tanto che a volte le lingue si mischiano e, per dirla con McLuhan,il mezzo diventa il messaggio”. In questa intervista ci svela quale sarà il futuro della comunicazione e si sofferma sull’importanza della Rete.

 

In questo momentomolti giornali cartacei sono in crisi, alcuni stanno chiudendo.

Il futuro dellacomunicazione sarà soltanto online?E l’ebook sostituirà il libro cartaceo?

 

Sono un convinto assertore del fatto che carta e sistemi digitali conviveranno.  Ognuno con proprie specificità. Stampa e online, infatti, non sono l’uno il sostituto dell’altro. Sta avvenendo qualcosa di più complicato di una semplice sostituzione. Certo c’è molta differenza fra leggere su carta e leggere online. Ci sono alcuni vantaggi di una presentazione computerizzata rispetto alla carta: facilità di accesso all’informazione, facilità di aggiornamento, capacità di presentare più media simultaneamente, presentazione dinamica del testo, personalizzazione economica, connettività, strati di informazioni correlate. Ma ci sono anche tanti vantaggi della carta.

 

 

Quali sono?

 

La carta sarà, per sempre, l’unico posto dove la parola si ferma. Il ruolo del giornale cartaceo è di postare la mente nella testa del lettore. E’ anche l’unico modo di tacere la parola senza eliminarla. E di trasformare la parola in pensiero. E’ l’unico modo di creare e di sostenere l’identità e la coscienza private.

L’e-book  non sostituirà mai completamente il libro cartaceo, piuttosto ci spingerà a creare un libro diverso, di qualità,  bello anche per la veste grafica, un libro- oggetto d’arte, un libro sempre più prezioso, da conservare con cura.

 

 

Oggi assistiamo al crescente successo di comunità online come Myspace,

Facebook, Twitter, che sono diventati i nuovi mezzi di socializzazione.

 

Sì, è vero. La Rete è uno strumento molto più sociale che tecnologico rispetto al passato e questo è positivo perché,a mio avviso,oggi un cambiamento di latitudine e di sensibilità potrà venire soltanto da Internet, dove un numero crescente di persone condividono uno spazio mentale comune. Nel passato la televisione ha svolto un ruolo simile raccontando, ad esempio,lo sbarco dell’uomo sulla Luna e facendo vedere grandi spettacoli. Internet rappresenta un mezzo e uno spazio comuneancora più potente e ‘globale’.

 

 

 

Però è anche vero che viviamo in un mondo senza più privacy, all’insegna della trasparenza totale,dell’invasione della sfera privata.

 

Sì. Un sistema di connessione globale ha anche i suoi rischi. Siamo sempre reperibili, quindi schedati e controllati. McLuhan diceva che l’elettricità, come l’alfabetizzazione, rivela tutto ciò che è nascosto.

 

 

È un bene o un male?

 

Non abbiamo scelta, non si può tornare indietro, bisogna prenderne atto e attrezzarsi per questo. La privacy deve diventare un impegno dei Governi

 

 

La Rete può influenzare la politica?

 

La lotta politica in futuro saràtra chi guarda la tv senza una risposta e chi accede alla Rete con una informazione molto più completa e che ognuno può gestire e alimentare.

 

 

Come vede l’Italia nel villaggio globale?

 

L’Italia si difende come può.

 

 

La Rete, in futuro, sarà un anarchico e incontrollato luogo di scambio di idee e di informazioni o l’economia la trasformerà in un immenso mercato?

 

E’ già un immenso mercato.

 

 

Oggi si parla di nativi digitali. Ma l’uso delle nuove tecnologie non rischiano di eliminarela fantasia dei bambini?

 

Non si può impedire alle nuove generazioni di usare le moderne tecnologie perché ormai fanno parte del nostro mondo e ci permettono di accedere alla conoscenza. Però è anche importante non soffocare la fantasia e la creatività dei bambini. E’ necessario, perciò, abituarli anche alla lettura dei libri cartacei e all’ascolto di storie. Tutti i diversi tipi di linguaggio sono importanti per una corretta educazione.

 


 

 

  • Vincenza Fanizza

 

 

 

 

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