Montecristo, l’isola proibita

Montecristo, resa famosa dal celebre romanzo di Alexandre DumasIl Conte di Montecristo”, è senza dubbio l’isola più misteriosa, selvaggia e suggestiva dell’Arcipelago Toscano ma è anche quella più proibita.

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(Immagine dal sito www.sea-seek.com)

Infatti quelle scogliere di granito rosa, a picco sul mare, per moltissimi turisti, restano soltanto un miraggio perché il Consiglio d’Europa ha fissato a 1000 il limite annuale di visitatori (600 studenti e 400 adulti). Inoltre si può visitare l’isola solo dal 1° aprile al 15 luglio e dal 31 agosto al 31 ottobre. Non ci sono traghetti di linea, non si può pernottare ed è vietata la balneazione, diversamente da quanto accade a Pianosa, altra perla dell’Arcipelago. Una volta all’anno il Parco organizza una gita, a cui possono partecipare i residenti dei comuni dell’Arcipelago Toscano.

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(Immagine dal sito www.globalgeografia.com)

Montecristo è una delle130 riserve naturali integrali dello Stato. L’ambiente marino è molto ricco: ci sono praterie di posidonia, anemoni marini, gorgonie, coralli e pesce luna e, fino alla fine degli anni settanta, erano anche presenti le foche monache, specie ormai rarissima nelle acque italiane. E’ una riserva biogenetica di 1039 ettari e deve essere protetta.

Ma per i pochi fortunati che riescono a visitare l’isola ci sono scorci panoramici da mozzare il fiato nel percorso che porta all’antico Monastero di San Mamiliano e un’acqua cristallina, che arriva a Cala Maestra, la spiaggia a pochi metri dal piccolo porticciolo.

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(Immagine dal sito Amici di Montecristo, www.amicidimontecristo.itFaro della frichella)

Da pochi giorni Montecristo ha un cuore ancora più “verde”. Infatti il 13 giugno scorso il Parco dell’Arcipelago Toscano ha inaugurato l’impianto fotovoltaico che sarà in grado di rendere l’isola e i suoi “abitanti”, autosufficienti per almeno 9 mesi all’anno. A Montecristo risiedono la famiglia dei guardiani e due agenti del Corpo Forestale dello Stato che fino ad ora hanno coperto il loro fabbisogno energetico grazie a un generatore a gasolio con comprensibili difficoltà e costi per il rifornimento di carburante, dati gli stretti vincoli di protezione e inaccessibilità, poiché l’isola è lontana dalla terraferma. Col nuovo impianto si potranno ridurre le emissioni di CO2, il consumo di gasolio e i costi per l’approvvigionamento del carburante.

Si tratta di un piccolo passo che è però di grande importanza– ha commentato il Presidente del Parco Nazionale Giampiero Sammuri Speriamo che, partendo da Montecristo, si possa estendere questo modello anche alle altre isole dell’Arcipelago Toscano”.

 


Vincenza Fanizza,giornalista e autrice del testo “La mia storia inventata” edito da Germani Editore.

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