Intervista ad Antonella Polenta

Rossana Grandi ha intervistato Antonella Polenta, autrice di “Nel cerchio del tempo“, il nuovo ebook della Germani Editore.


D: Sto leggendo il tuo bellissimo testo “Nel cerchio del tempo“, senza rovinare la trama ai lettori, tutto ha inizio da un cerchio nel grano, come mai questa scelta? Ti interessi dell’argomento? E che idea ti sei fatta?

R: Il tutto ha avuto inizio quando, qualche anno fa, lessi dell’insolita comparsa dei cerchi nei campi di frumento in Inghilterra. Il fenomeno poi si è propagato in Italia e nel mondo e i cerchi sono diventati sempre più complessi e strutturati. Secondo teorie non propriamente scientifiche da principio si è pensato ad un intervento alieno, tanto più che i crop circles, per usare il termine inglese, apparivano nel giro di una notte. Dopo tanto parlare alcuni buontemponi a cui si sono aggiunti artisti famosi o in cerca di fama ne hanno dichiarato la paternità. Quando è stato preso in esame il fenomeno, si sono supposte anche alterazioni genetiche o malattie che provocassero la piegatura degli steli. Secondo alcuni potrebbero essere frutto di avversità meteorologiche, come i fulmini globulari o di irraggiamento con microonde emesse da un satellite artificiale in orbita attorno la terra. Dal canto mio ho preferito dare una interpretazione più romantica e mistica attribuendo la comparsa dei pittogrammi, come vengono anche chiamati, a interventi divini collegati ad antiche e rilevanti civiltà.

D: Ci sono libri o autori a cui ti sei ispirata nella stesura del libro?

R: Non credo di essermi ispirata a qualche autore in particolare, se poi l’inconscio ha agito di soppiatto questo non lo so. In ogni caso un libro di genere fantastico che ho molto apprezzato è stato “La storia infinita” di Michael Ende. Secondo me un caposaldo della letteratura fantastica, adatto non solo ai bambini e ai ragazzi. Ricco di metafore e con una forte morale di fondo. Mi piacerebbe che i lettori nel leggere il mio testo provassero le stesse sensazioni che ho provato io nel leggere il racconto di Ende, ma “questa è un’altra storia”direbbe lo stesso autore.

D: Hai già scritto altri libri prima di questo? Dove possiamo trovarli? Ti va di farcene una breve descrizione?

 R: Questo è il settimo libro pubblicato. I miei testi si possono acquistare su diversi store online sia in formato cartaceo sia in formato elettronico. Il penultimo dal titolo “Talvolta un libro”, romanzo storico ambientato a Gradara nel basso medioevo, si può reperire in molte librerie soprattutto del Nord Italia. Pur attenendomi alla documentazione storica consultata, ho trattato la nota vicenda tra Paolo e Francesca con una chiave diversa rispetto agli innumerevoli scritti esistenti sull’argomento. Quasi giallistica e d’indagine dove il libro che i due amanti stavano leggendo con entusiasmo e passione, diventa protagonista. “Noi leggevamo un giorno per diletto di Lancillotto come amor lo strinse; soli eravamo e senz’alcun sospetto”,recita Dante nel Canto V dell’Inferno.

Ho scritto due sillogi di poesie “Attraverso la finestra la luna” finalista al Premio Jacques Prévert 2009 e “Amori traditi” da cui è stata tratta la performance multimediale “Riflessi sonori di immagini poetiche”, andata in scena alla Casa del Jazz a Roma.

Il libro “Murder. omicidi a Natale” in cui il trait d’union tra i quattro racconti è dato dalla celebrazione del Natale in ambienti e latitudini diverse, è risultato tra i vincitori della IV edizione del concorso per opere edite IoScrivo, indetto da “Il Giallista“.

D: Come hai conosciuto la Germani Editore? Come ti stai trovando con loro?

R: Attraverso il web. Stavo cercando l’indirizzo di editori che si occupassero di narrativa per ragazzi e così, navigando, mi sono imbattuta in un forum dove si citava la Germani Editore. Dalle poche frasi riportate, ho avuto la sensazione che fosse una casa editrice seria, perché, lasciamelo dire, in giro ci sono diversi improvvisatori, per giunta poco affidabili. Su Messenger ho avuto uno scambio con Chiara Piliego, una loro autrice.

 

D: Come mai la scelta della mitologia della Mesopotamia? Sei un’esperta del settore? Ci nascondi una vita da archeologa o storica? O se sono semplicemente delle tue passioni da quanto lo sono?

R: Sono molto attratta dalla civiltà mesopotamica, dagli usi, costumi e anche dagli splendidi manufatti che si possono ammirare sia nel Pergamon Museum di Berlino dove c’è la meravigliosa porta di Ishtar ricostruita con materiali ricavati da scavi archeologici, sia nel Museo delle Civiltà Anatoliche di Ankara. Nello scrivere “Nel Cerchio del Tempo”, mi è capitato spesso, mentre descrivevo alcune scene di provare una forte emozione, addirittura una commozione interna, come se stessi vivendo un fenomeno di déjà-vu. Prima di allora non mi era mai capitato e neanche in seguito con nessun altro testo. Ragione per cui mi sento emotivamente molto legata a questa storia.

D: Il tuo libro preferito? L’ultimo libro che hai letto? E per caso ricordi il primo?

R: Da bambina leggevo e rileggevo molte fiabe. Poi sono passata a libri come “Piccole donne”, “Il padrone delle ferriere”, “Orgoglio e Pregiudizio”, solo per citare qualche esempio. Da adulta ho letto tutto Calvino, Tobino, Eco, Moravia, tra gli scrittori italiani e tantissimi autori stranieri. Sinceramente non ricordo il primo libro che ho letto, L’ultimo è Open di Andre Agassi.

Invece che dire del mio libro preferito? Ce ne sono stati diversi. “La storia infinita” l’ho citato prima, “Siddharta” di H. Hesse, “Il settimo papiro” di W. Smith, “L’insostenibile leggerezza dell’essere”, “Lo scherzo” entrambi di M. Kundera, “Il nome della rosa” di U. Eco, “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” di O. Sacks, “Fuga dalla libertà”di E. Fromm. E tanti altri.

D:  L’e-book è un grande passaggio, che forse toglie un po’ di romanticismo, ma permette anche di salvare molti alberi e di risparmiare molta energia e inchiostro, salvaguardando l’ambiente; l’idea è stata tua o dell’editore?

R: A dire il vero, forse apparirò retrograda, malgrado le diverse ore lavorative passate di fronte a un monitor, preferisco il libro tradizionale. Mi piace l’odore della carta, il poterne sfogliare le pagine, leggere la quarta di copertina, ammirare l’immagine del frontespizio. Mi auguro che quanto prima l’editore possa procedere alla stampa del mio testo.

D: Chi è il tuo personaggio preferito del libro?

RSenza ombra di dubbio l’undicenne Filiberto che nonostante la sua menomazione, è affetto da mutismo, è sagace, altruista, geniale e affettivamente molto legato a Marianna, sorella acquisita.

D: A che fascia d’età è rivolto il tuo testo? Come mai proprio questa età? È stata una scelta o è “capitato”?

R: Come ho già riferito in altre interviste, nella scrittura mi piace sperimentare generi narrativi diversi, passando dalla poesia al thriller-noir, a vicende storiche, al fantasy e persino alla fantascienza. Per me non è soltanto un mettermi alla prova, ma soprattutto una ricerca di stimoli nuovi e di una sorta di appagamento interno. Nel momento in cui ho deciso di scrivere “Nel Cerchio del Tempo”, un romanzo fantastico, il target di riferimento si è delineato naturalmente. L’editore ha ritenuto la pre-adolescenza e l’adolescenza, la fascia d’età più idonea. Mi sono trovata pienamente d’accordo con lui, anche se ritengo che il libro possa essere accolto con piacere pure da un pubblico adulto.  

D: Complimenti per la bellissima copertina, l’editore mi ha detto che è stata realizzata da un tuo caro amico; è un’immagine partita da te o da lui?

R: Quando Antonino mi ha offerto la sua collaborazione, non conoscevo la sua propensione artistica. La casualità ha voluto che mi ritrovassi a parlare della copertina del libro. Le numerose foto di repertorio esistenti sui crop circles non riuscivano a soddisfarmi. Desideravo un’immagine più adatta a un pubblico di ragazzi. Antonino mi ha detto che l’avrebbe realizzata volentieri. Allora ho espresso il desiderio di una raffigurazione con paesaggio agreste nella quale comparissero uno o al massimo due cerchi in un campo di grano. Dopo avermi proposto circa dieci bozzetti, ho scelto il disegno che ho ritenuto più idoneo.

D: È previsto un seguito per il tuo libro? Ci stai già lavorando?

R: Sì, vorrei farne una saga. Non appena ho firmato il contratto con la Germani Editore, seguendo la promessa che avevo fatto a me stessa di continuare la storia, chiaramente parlando di una civiltà del passato diversa da quella già trattata, mi sono immersa nella stesura di una nuova e, mi auguro che sia così anche per i lettori, avvincente avventura.

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Showing 2 comments
  • Antonino
    Rispondi

    Ho letto con molta concentrazionr l’intervista ad Antonella Polenta a tal punto che mi sono emozionato e ritrovato nei Cerchi perchè anch’io a volte rivivo “vite” passate per cui siamo in sintonia in questo senso, e vi assicuro non lo sapevo. Per quanto mi riguarda mi ritrovo a Bisanzio. Ti sei espressa superbamente ricostruendo un’emozione profonda che hai nel momento dello studio, ma la cosa che più mi ha stupito e reso onorato e leggere il mio nome ( antico come i Messapi) e la Casa Editrice ha accettato e la ringrazio ma grazie sopratutto a te Antonella della fiducia ed onestá intellettuale che ti distingue per la fiducia. Complimenti e buona vita.

  • antonino
    Rispondi

    Ho letto con molta concentrazione l’intervista ad Antonella Polenta a tal punto che mi sono emozionato e ritrovato nei Cerchi perché anch’io, a volte, rivivo “vite” passate per cui siamo in sintonia in questo senso, e vi assicuro non lo sapevo. Per quanto mi riguarda mi ritrovo a Bisanzio. Ti sei espressa superbamente ricostruendo un’emozione profonda che hai provato nel momento dello studio, ma, la cosa che più mi ha stupito e reso onorato è leggere il mio nome (antico come i Messapi) e che la Casa Editrice ha accettato e la ringrazio, ma grazie soprattutto a te Antonella della fiducia e onestà intellettuale che ti distingue. Complimenti e buona vita.

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