Kiribati di A.Piciocchi e A.Angeli

Trentadue puntini sparsi nel blu, ai margini della cartina del mondo. È Kiribati, la nazione in mezzo all’Oceano Pacifico che, secondo molti studiosi, sarà la prima a scomparire, letteralmente, a causa del cambiamento climatico. Ritmi scanditi dalle maree, uomini a piedi scalzi ma dotati di tablet, capanne di legno e fogliame affacciate su strade asfaltate: un mosaico di aneddoti, mappe e tavole illustrate racconta la sfaccettata identità di un popolo e di una terra a rischio estinzione.

Un’enciclopedia ragionata in cui perdersi e immergersi, fino a essere catapultati dall’altra parte del pianeta.

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Immaginate uno spruzzo di isolette in mezzo all’Oceano.

Immaginate il vento e il mare che accarezzano i piedi di un popolo che oscilla tra le tradizioni e le novità.

Immaginate che queste isolette siano minacciate dal cambiamento climatico,destinate a scomparire, che questo popolo debba emigrare in un posto completamente nuovo.

Con queste premesse, è facile capire il fascino di queste cronache illustrate e lo scopo del libro: fotografare questa realtà con la massima accuratezza possibile.

Scopo che viene raggiunto con facilità grazie agli aneddoti, brevi ma dettagliati, alle mappe, ai disegni accurati che accompagnano ogni pagina.

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Kiribati” non è un fumetto, è un diario di viaggio con dei disegni ariosi e curati, che ci tramanda la memoria di una popolazione piena di contraddizioni, ma con un enorme attaccamento al territorio, al punto da sottovalutare la minaccia data dal cambiamento climatico. Il presidente, Anote Tong, ha predisposto la migrazione in massa in un appezzamento di terra alle Fiji – comprato nel 2014 – ma il popolo di Kiribati non crede che sarà necessario.

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Le pagine del libro scorrono veloci, con un’alternanza tra aneddoti e figure, e hanno la capacità di descrivere al lettore sia la situazione del Paese in generale, sia le storie di persone specifiche, sia infine l’esperienza di viaggio degli autori.

Sono molti, questi racconti.

Ci sono pagine sulla medicina, dove vengono descritti i rimedi di medicina tradizionale, i riti degli anziani del villaggio, e vengono presentate le statistiche sulla sanità e su come si curi la popolazione.

Ci sono pagine sui rituali di buon augurio, come legare il cordone ombelicale di un neonato al polso di un buon pescatore perché anche il nipotino diventi bravo in questo mestiere, e sui riti funebri, che si svolgono tra barzellette e riunioni di famiglia, ma che prevedono anche il prendersi cura delle ossa dei morti, ungendole a distanza di anni dalla sepoltura.

KiribatiCronache illustrate da una terra (s)perduta Alice Piciocchi e Andrea Angeli (eds) 24 ORE Cultura, 2016 pp. 144, ill. 80, € 16,90

Ci sono pagine che raccontano di tradizioni dimenticate, come quella di chiamare le balene con il canto.

Ci sono pagine che descrivono la magia che circonda alcuni personaggi, come i tetia borau, i “lettori di nuvole”.

Ci sono pagine che raccontano perfettamente il rapporto di questo popolo con la natura, con il mare ma anche con i fiori (mai comprarli per un funerale, vanno raccolti per strada e intrecciati).

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Le storie scorrono veloci, sono brevi e con relativamente pochi dettagli, compensate dai disegni che sono invece accuratissimi.

È un diario di viaggio, ma, come detto, è anche una fotografia di una cultura e di un popolo legato alle sue tradizioni e pieno di contraddizioni; a tratti può quasi suonare un po’ ingenuo, ma è un libro piacevolissimo e interessante: consigliatissimo!

https://www.amazon.it/Kiribati-Cronache-illustrate-terra-perduta/dp/8866483079/ref=sr_1_fkmr0_1?ie=UTF8&qid=1466862933&sr=8-1-fkmr0&keywords=Kiribati+nuova+cultura

  • MITEE

MITEE è un collettivo creativo di nerd amanti dei fumetti, che prende il nome da una citazione di Alan Moore: “Madness Is The Emergency Exit” (The killing joke). Il collettivo ha partecipato a numerosi progetti, cambiando sempre nome, cercando di non pietrificarsi in un’identità; per questo motivo, quando abbiamo incontrato la Germani Editore a Pisa, abbiamo chiesto espressamente di non individualizzare il nostro lavoro.

MITEE è composto sia da donne che da uomini, sia da anziani che da giovani ed è geograficamente diffuso.

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