Lettera ai disordinati di M.Ferreri

Un post sul caos scritto dal nostro autore Massimiliano Ferreri, nel suo caratteristico stile… Caotico e originale :)

  Lettera ai disordinati – 
 
Una squisita persona , che conobbi qualche mese fa , mi disse di avere dei seri problemi con l’ ordine , mi disse che era molto disordinata .
 
Mi affascinò molto constatare come una ragazza di spessore , di palese intelligenza e vivacità intellettuale vedesse ancora una sua caratteristica come un difetto , come un “ problema ”  . Un po’ come se un coniglio bianco , anziché apprezzare la bellezza e l’ unicità del suo manto , si sentisse manchevole per non avere sul suo pelo le macchie scure della mucca .
 
E proprio oggi mentre mi ricordavo ciò cominciai a rifletterci sopra : eppure se vado a farmi una passeggiata nel bosco non trovo i sassolini tutti da una parte , l’ erba tutta in un angolino , i fiorellini in una zona solo per loro e gli alberi nel loro spazio riservato , ma il tutto armoniosamente e meravigliosamente sparso , il tutto armoniosamente e meravigliosamente “ disordinato ” . E’ quindi la vita , la creazione , dio disordinato ? O è l’ ordine un bisogno di menti più limitate ed insicure quali le nostre sono ? Non so , ma non è forse il “ disordinato ” più vicino col suo modo di essere all’ ordine e alla logica della natura ? … Però ancora una volta il sistema , la “ mente collettiva ” , fa sentire in difetto il “diverso ” , non ne enfatizza e sottolinea la beltà della sua unicità ma ne rimarca il suo andare fuori dai binari imposti … E fino a qui , ossia che il sistema faccia ciò , mi sembra normale o meglio mi sembra consono alle tristi logiche di questo sistema ed ai suoi fini ; ma ciò che mi perplime è che ancora una volta il sistema riesca nel suo intento … E’ che questa persona , nonostante il suo spessore , parlava di ciò come di un suo difetto , di un suo problema pur , tra l’ altro , vivendo da sola e senza quindi il bisogno di un comune denominatore sul dove e come posizionare gli elementi che ci accompagnano nella vita quotidiana ; comune denominatore che l’ ordine potrebbe dare ma come potrebbe darlo l’adottare negli spazi comuni un ordine di più facile decodificazione e negli spazi privati “ l’ ordine ” o il “ disordine ” che si vuole ; od anche un “ che ognuno metta dove sente di mettere ogni cosa , senza reprimersi o limitarsi dando vita così ad un magico e giocoso “bosco di oggetti” , in cui ogni cosa anziché essere limitata ad una solita posizione danzi da un posto all’ altro , da un armonia ad un’ altra , da un concetto di ordine ad un altro … “ .  Insomma credo ci siano un’infinità di “soluzioni” , anche più giocose , divertenti e visualmente più belle di quelle solitamente adottate ma a prescindere da quale realtà si sposi credo sia ora che si smetta di far sentire in difetto chi cerca di portarci in un nuovo mondo o che semplicemente ci offre il suo ; e che soprattutto chi è portatore di tale novità ed unicità smetta di credere a chi lo fa sentire in difetto , manchevole.
 
Io personalmente pensavo che il disordine potesse essere sintomo di una persona alternativa , ribelle , libera , artistica , dalla differente visione della vita . E in più io abbraccio il pensiero degli indiani del nord america , secondo cui tutto è vivo , in tutto c’è spirito: più che cose o oggetti sarebbe logico vedere e vivere il tutto come composto da tante piccole entità . In fondo questi “oggetti ” non sono forse i figli dell’uomo ? figli dell’unione dell’uomo con il pianeta , con le sue risorse ?
… Una volta vivendo “ el hongo ” ( sarebbe ciò che in Italia viene denominato “fungo allucinogeno” ed in Messico , dove ho avuto l’ onore di vivere per sette anni , “fungo della percezione” , a conferma dell’enorme differenza di conoscenza e di consapevolezza che c’ è fra le due culture ) percepii chiaramente l’ amore che i pantaloncini che indossavo provavano per me , per quanto ciò possa sembrare assurdo e surreale , la sensazione fu forte e nitida e non posso far altro che ammettere che fu bellissimo e commovente .     
 
Penso quindi possa essere bellissimo poggiare la penna sopra la bicicletta , anziché riporla con le altre penne … al di là della bellezza della piccola “ installazione artistica “ che si verrà a creare credo sia bellissimo pensare che così la bici e la penna potranno conoscersi meglio , fare due chiacchiere , scambiarsi informazioni , evolversi ,e perché no magari passarsela bene ; e che poi forse al riprendere la penna tale sua evoluzione possa essere emanata anche a me esattamente come le più moderne ricerche scientifiche sembra stiano testimoniando che ogni singola cellula faccia , nel suo processo di crescita ed evoluzione ; e continuando tale elucubrazione : ma siamo poi sicuri che siamo noi a decidere dove mettere la penna ? e se fosse lei che ci emana il desiderio di essere presa , vissuta e poi posta in un determinato luogo ( bhè – lo dico in tono giocoso – almeno tale lettura della vita , per quanto inverosimile possa sembrare , potrebbe finalmente darci una probabile spiegazione di quando ritroviamo un “ oggetto ” , dopo una faticosa ricerca , posto in un luogo dove giammai lo avremmo posto , eppure con enorme sorpresa siamo stati noi a porlo li ) .  
 
… insomma e se fosse il momento di allontanarci almeno un pochino dal nostro antropocentrismo , dalla nostra presunzione , e se cominciassimo invece a sentirci semplicemente e magnificamente parte di un tutto e non di essere il “ tutto ” ? se cominciassimo a sostituire alla visione di uomo quella d’ insieme ? …      
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