Recensione Frelsi su StampToscana di V. Fanizza

Condividiamo qui, una recensione di Vincenza Fanizza (già autrice per la nostra casa editrice di “La mia storia inventata“) scritta per StampToscana (link http://www.stamptoscana.it/?post_type=book&p=156476):

Firenze – Come sarà il mondo del futuro? I nostri valori cambieranno? A quali novità ci porterà il progresso tecnologico? Irene Meloni, nel suo libro “Frelsi”, pubblicato da Germani Editore, ci racconta la fine del nostro mondo e delle sue certezze con una storia che ci tiene col fiato sospeso fino all’ultima pagina.

Immagina una terza guerra mondiale, carestie, strane malattie, intere aree geografiche completamente desertificate, popolazioni, un tempo  potenti, ormai estinte per sempre.  L’autrice, in questo scenario apocalittico, segue poi le vicende di due famiglie che, da un piccolo paese dell’Irlanda, dove la vita era diventata impossibile decidono di partire in cerca di un luogo dove poter vivere in pace.

Dopo dieci anni e un lungo viaggio i sopravvissuti arrivano alle porte di “Frelsi”, un luogo che l’autrice chiama “ città-nucleo” dove alcuni uomini hanno costituito una società diversa, tecnologica, moderna, ecosostenibile e pacifica.

Le alte mura lisce e minacciose si pararono di fronte a loro non appena uscirono dal folto della foresta per avventurarsi nella radura che circondava la città- racconta Irene Meloni e poi ci porta all’interno di questa strana nuova città. Scopriremo, così, le meraviglie tecnologiche e conosceremo gli abitanti di Frelsi.

“…Anche John si dedicò all’esplorazione. Frelsi era diversa da qualunque posto avesse mai visto in vita sua. Lo accompagnava Irving, un suo coetaneo dagli occhi a mandorla e dall’aria serafica, che si era assunto il compito di illustrare a lui e a suo fratello ogni aspetto della città che non comprendevano. Per prima cosa John chiese cosa fosse l’enorme cupola di vetro che copriva interamente la città. Irving gli spiegò che il materiale di cui era fatta la cupola raccoglieva i raggi solari per trasformarli in energia, che permetteva il funzionamento di qualsiasi cosa a Frelsi.”

“…Più ancora che l’aspetto della città, erano i suoi abitanti ad essere per John una continua sorpresa. Nella società del nuovo mondo il lavoro manuale era ridotto al minimo grazie alle moderne tecnologie, ognuno era libero di seguire le proprie aspirazioni. Il poco lavoro sgradevole che c’era da svolgere trovava sempre perfino più volontari di quanto ci sarebbe stato bisogno, tanto erano predisposte le persone alla collaborazione ed al bene comune”.

L’autrice, con uno stile scorrevole e molto particolareggiato, continua la storia seguendo e intrecciando le vite dei protagonisti. Il vecchio e nuovo mondo entrano in contatto ma l’esito del confronto  è del tutto imprevedibile.

Irene Meloni, con questo libro, rivela una fantasia fervida e una incredibile capacità di creare ambientazioni affascinanti e avvincenti.

“Frelsi” , oltre ad appassionarci, è un libro molto attuale perché ci fa riflettere e ci invita a un cambiamento necessario del nostro mondo se vogliamo vivere in pace.

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