Salviamo l’allodola, la messaggera dell’alba

L’allodola (Alauda arvensis), uccello delle campagne, riconoscibile per la sua voce cristallina. canta quando spicca il volo verso l’alto, canta alle prime luci dell’alba, ed è proprio questa caratteristica quasi magica ad aver affascinato sempre l’uomo che le ha dedicato leggende, favole e poemi.

Nella mitologia nordica – spiega la Lipul’allodola è custode dei campi e spirito del grano. Questo racconta già molto del suo rapporto strettissimo con la terra e l’agricoltura. Gli antichi erano affascinati dal suo volo rapido e ascensionale e per questo la credevano messaggera degli dei, capace di unire terra e cielo, simbolo dell’immortalità dell’anima. Anche gli antichi testi indiani indicano l’allodola come esempio di saggezza e spiritualità”.

foto allodola

Da sempre il canto dell’allodola ispira poeti, scrittori, musicisti. Shakespeare la chiamava “La messaggera dell’alba

Vuoi già andar via? Il giorno è ancora lontano. È stato l’usignolo, non l’allodola, che ha colpito l’incavo del tuo orecchio timoroso. Canta ogni notte, laggiù, su quell’albero di melograno. Credimi, amore, era l’usignolo”. “No, cara Giulietta, era l’allodola, la messaggera dell’alba”.

Questi versi sono uno dei passi più emozionanti di Romeo e Giulietta di William Shakespeare.

Anche Dante Alighieri nella sua Divina Commedia, nel XX Canto del Paradiso, cita quest’uccello facendone addirittura una metafora dell’aquila.

Inoltre il poeta e favolista francese La Fontaine fa dell’allodola la protagonista di una delle sue fiabe “L’alouette et ses petits avec le maître d’un champ” (L’allodola ed i suoi piccoli con il padrone di un campo).

Ma ora, purtroppo, il dolce canto delle allodole rischia di scomparire.

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Infatti, secondo la Lipu BirdLife Italia, in Europa le allodole sono già diminuite del 50%. Ma la situazione è molto più grave in Italia dove, ogni anno, vengono uccise quasi 2 milioni. Infatti, in soli 15 anni, la popolazione si è ridotta del 45% con un forte calo soprattutto in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, regioni che ospitavano le popolazioni più consistenti. Una strage che aggrava la situazione, già drammatica, che l’allodola vive a causa di un’agricoltura intensiva e sempre più inquinata, che la sta privando degli ambienti riproduttivi e delle aree in cui svernare. “Infatti, nidificando a terra, l’allodola viene travolta dalle veloci falciatrici che entrano in azione proprio quando le uova o i piccoli sono nel nido – spiega Marco Gustin, responsabile Specie e ricerca Lipu-BirdLife Italia – Inoltre l’utilizzo di diserbanti impoverisce di erba spontanea i campi di stoppie e i prati da sfalcio che l’allodola frequenta, in cerca di cibo durante l’autunno e l’inverno”.

Per questi motivi la Lipu ha lanciato la petizione Lasciatemi cantare”, indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Matteo Renzi, nella quale si legge: “Signor Presidente, l’Allodola è uno degli ultimi piccoli uccelli cacciati in Italia. Ogni anno, nel nostro Paese, quasi 2 milioni di allodole vengono abbattute legalmente (il 73% degli abbattimenti legali di tutta l’Unione europea) mettendo a serio rischio una specie già in grande sofferenza per problemi di habitat naturale. Per porre freno a questa grave situazione e salvare l’Allodola, Le chiediamo un Decreto che cancelli l’Allodola dall’elenco delle specie cacciabili di cui all’articolo 18 della legge 157/1992 e promuova una più adeguata tutela di questa preziosa e delicata specie”.

La Lipu conclude annunciando: “Chiederemo anche alle regioni di escludere l’allodola dai calendari venatori. Infine chiederemo all’Ispra (l’autorità scientifica nazionale) di dare parere negativo per la cacciabilità della specie e alla Commissione europea di prendere a cuore il problema, intervenendo sull’Italia“.


 

  • Vincenza Fanizza
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Comments
  • Egidio
    Rispondi

    Mi ha colpito subito l’articolo Salviamo l’allodola. Perché da qualche anno propongo con la mia compagnia teatrale uno spettacolo che porta proprio il nome Allodole. E sono le allodole che cantando raccontano la meravigliosa storia di Francesco di Assisi, che amava fra gli uccelli, più di tutti le allodole. L’articolo è molto interessante, sono contento di averlo letto, e di aver appreso la triste notizia. Spero che la Lipu riesca nel suo intento. Ma dovremmo fare qualcosa un pò tutti. Intanto condivido l’articolo sulla pagine della compagnia teatrale. Grazie!

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